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Il tempo di scatto in fotografia: guida definitiva

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Il tempo di scatto in fotografia: guida definitiva

Quando si muovono i primi passi nel mondo della fotografia è quasi immediato sentire parlare di diaframma, ISO e tempi di scatto. Questi tre elementi sono molto importanti per iniziare a fotografare in modalità manuale e per avere il controllo del risultato che si vuole ottenere.

In questo articolo parleremo del tempo di scatto o tempi di esposizione in fotografia, sei pronto per iniziare?

Se preferisci vedere un video invece di leggere l’intero articolo puoi fermarti qui!

Che cos’è il tempo di scatto o tempo di esposizione?

Il tempo di scatto in fotografia, detto anche tempo di esposizione, è uno dei due parametri, insieme al diaframma, che regolano la quantità di luce che colpisce il sensore della macchina fotografica. In particolare, il tempo di scatto è il tempo espresso in secondi o frazioni di secondo, per il quale l’otturatore fa passare la luce attraverso il foro del diaframma.

Per fare un’analogia possiamo dire che la pupilla del nostro occhio rappresenta il diaframma, mentre la palpebra rappresenta l’otturatore ed il tempo di scatto che può essere molto rapido o molto lento equivale al tempo di un battito di ciglia.

cesar couto UeBFFAPwuj8 unsplash

A cosa serve il tempo di scatto in fotografia?

Il tempo di scatto ha due funzioni principali che sono:

  1. Componente Tecnica: gestire la quantità di luce in ingresso nella macchina fotografica.
  2. Componente Creativa: catturare il movimento.

1) Componente Tecnica - GEstione esposizione

Come accennato nel paragrafo precedente, il tempo di scatto è uno degli unici due parametri in fotografia che influenzano la quantità di luce che va a colpire il sensore. L’altro parametro è il diaframma e puoi scoprirne di più nell’articolo dedicato.

Possiamo dire con certezza che con più tempo lasciamo passare la luce attraverso l’otturatore tanto più luce entrerà nella macchina fotografica a parità di diaframma (vero anche il contrario), ma la gestione del tempo di scatto in fotografia da sola non ha nessun significato. Deve essere sempre utilizzata in combinazione con un valore f di diaframma che definisce l’ampiezza del foro attraverso cui passa la luce.

L’insieme di questi due elementi definisce la totale quantità di luce che colpisce il sensore e sono entrambi strumenti in mano al fotografo per scegliere la giusta esposizione della propria fotografia.

1) Componente creativa - catturare il movimento

La velocità di scatto influisce sulla capacità della macchina fotografica di catturare un singolo attimo cristallizzato nel tempo oppure di rappresentare il movimento nel suo flusso.  L’utilizzo di un tempo di scatto corretto per la situazione che si vuole rappresentare è un punto fondamentale per il fotografo per poter avere il pieno controllo della componente creativa della fotografia.

La velocità dell’otturatore deve essere sempre rapportata alla velocità del soggetto per il quale vogliamo catturare il movimento. Se vogliamo immortalare un albero immobile oppure una macchina da F1 in corsa abbiamo bisogno di tempi di scatto molto veloci. Il primo soggetto non ha quasi movimento e sono sufficienti tempi di scatti lenti, mentre per il secondo serviranno tempi di scatto di oltre 1/4000 di secondo.

Un tempo di scatto molto veloce permette di cristallizzare il movimento nel tempo, per contro permetterà a poca luce di entrare nella macchina fotografica e di conseguenza si dovrà compensare il livello complessivo di luminosità con altri parametri.

Un tempo di scatto molto lento invece permette al movimento del soggetto di essere rappresentato nel suo percorso creando effetti particolari come l’effetto seta dell’acqua o delle nuvole oppure le scie dei fari delle auto di notte. Inoltre, un tempo lento permette a molta più luce di entrare nella macchina fotografica e di conseguenza si dovranno regolare altri parametri per gestire un corretto livello di luminosità.

tempo di scatto e luce

Quali valori può assumere il tempo di scatto e come si misurano?

Come anticipato il tempo di esposizione viene misurato in secondi o frazioni di secondo ed i seguenti sono i valori standard più comuni nelle attuali macchine fotografiche: 

  • 1/8000 s
  • 1/4000 s
  • 1/2000 s
  • 1/1000 s
  • 1/500 s
  • 1/250 s
  • 1/125 s
  • 1/60 s
  • 1/30 s
  • 1/15 s
  • 1/8 s
  • 1/4 s
  • 1/2 s
  • 1″
  • 2″
  • 30″
  • B – bulb – In questa modalità  l’otturatore rimane aperto finché il fotografo tiene premuto il pulsante di scatto.

In fotografia si indica con STOP una quantità doppia di luminosità della foto. 
Il passaggio tra un tempo di esposizione e quello subito adiacente è di uno stop di luce. Questo vuol dire che a parità di diaframma una foto scattata a 1/250 si avrà una luminosità doppia rispetto ad una foto scattata a 1/500 s.

Nelle impostazioni delle macchine fotografiche è possibile impostare la scelta dei tempi di scatto anche a intervalli intermedi come mezzo stop o un terzo di stop.  Questo perfette al fotografo di effettuare delle regolazioni molto più precise della quantità di luce che passa senza dove necessariamente essere il doppio o la metà.

Infografica tempo di scatto

Esempi di tempi di scatto

In questo paragrafo ti  do qualche indicazione dei tempi di scatto necessari per catturare una scena a seconda del movimento che vi è in essa. Tieni presente che sono solo tempi indicativi che possono variare a seconda della reale velocità del soggetto, dell’uso di uno stabilizzatore e dalla stabilità del fotografo.

N.B. Utilizzare un tempo di scatto più veloce di quello necessario a catturare una scena non comporta nessun problema in termini di foto mossa (es. se vuoi scattare un ritratto ad una persona ad 1/8000 di secondo invece che ad 1/250 non cambierà nulla), mentre usarne uno più lento porta inesorabilmente ad avere una fotografia mossa che sarà da buttare (es. scattare una foto ad un cane in corsa ad 1/100 di secondo il cane verrà mosso).

  • Fotografare un soggetto molto veloce come una macchina da F1 > 1/4000 s
  • Fotografare soggetti veloci come un cane un corsa > 1/500 s
  • Fotografare soggetti in moderato movimento come una persona che si muove:  circa 1/250 s
  • Fotografare soggetti lievissimo movimento come fronde di alberi o fiori: circa 1/125 s
  • Fotografare soggetti completamente statici tempo < 1/125 s
  • Creare l’effetto panning: 1/60 s – 1/30 s
  • Creare l’effetto seta con acqua molto veloce come nelle cascate: 1” s 1/5 s
  • Creare l’effetto seta con acqua lenta come mare calmo: 30”  s – 8” s
  • Fotografare crepuscoli ed ore blu: 8” s – 3” s
  • Fotografare le stelle: 30” s- 10” s
  • Creare lunghe esposizioni con i fari delle macchine: 30” s – 20” s
  • Creare lunghe esposizioni con le nuvole > 30” s 

 

Prendi questi tempi solo come suggerimenti per avere un’idea del punto di partenza, ma adattali sempre alla reale situazione.

Tempi di esposizione esempi

micromosso e scattare a mano libera

Finora abbiamo parlato dei tempi di scatto necessari per cristallizzare un movimento del soggetto senza tenere minimamente conto del movimento del fotografo.
Nel caso mettessimo la macchina fotografica su un treppiede allora non si aggiungerebbe nessuna complicazione, ma se invece scattiamo a mano libera allora dobbiamo sempre tenere conto del nostro movimento, del respiro, della stabilità delle braccia che varia moltissimo da persona a persona.

Scattare a mano libera con dei tempi di scatto lenti è veramente impossibile e comporta sempre del micromosso o mosso nelle nostre fotografie.

Per evitare di introdurre il nostro movimento nelle fotografie dovremmo usare sempre un tempo di scatto abbastanza veloce in relazione al tipo di lente che stiamo utilizzando. Questo tempo viene definito tempo di sicurezza e possiamo definirlo come il tempo più veloce prossimo al reciproco della lunghezza focale.

Tempo di sicurezza =   1/ lunghezza in mm della lente

Ad esempio se scattiamo con un 100 mm allora potremmo scattare a mano libera con un tempo di almeno 1/100 di secondo.  Se usiamo un 25 millimetri allora 1/25 sarà sufficiente.

N.B. nel caso tu abbia una macchina fotografica con sensore ridotto (APS-C o micro 4/3 allora devi tenere conto della lunghezza focale equivalente.

Ad esempio un 100mm su una macchina fotografica Aps-c 1,5 x equivale ad un 150 mm e quindi il tempo di sicurezza diventa 1/100 di secondo

Maggiore è la lunghezza focale più si dovrà utilizzare un tempo di sicurezza veloce. Un mio consiglio è di utilizzare anche un tempo più veloce rispetto al tempo di sicurezza di almeno ½ di stop – 1 stop.

tempo di sicurezza

Stabilizzatore

Lo stabilizzatore è un meccanismo costituito da giroscopi interno ad alcune lenti o macchine fotografiche che permette di rilevare il movimento dovuto alla mano del fotografo e lo cerca di compensare in modo tale da contrastarlo. Questo permette di scattare a mano libera utilizzando anche dei tempi più lenti del tempo di sicurezza.

Ma quanto più lenti?

Questo dipende dalla bontà dello stabilizzatore. I produttori dichiarano sempre un numero X di  stop compensati dallo stabilizzatore che significa che si potrà scattare X stop di tempo di scatto più lenti rispetto a quello di sicurezza.

Ad esempio uno stabilizzatore da 3 stop ti permetterebbe di scattare con una lente da 250 mm fino a 1/30 di secondo che trovo alquanto irrealistico.

Ovviamente i produttori sono sempre molto generosi nell’elencare le bontà dei propri prodotti e quindi consiglio sempre di provare le proprie lenti a mano libera variando molto i tempi di scatto. In questa maniera saremo in grado di capire gli effettivi limiti dello stabilizzatore e fin dove possiamo spingerci nell’abbassare il tempo di sicurezza.

N.B Se usi la macchina fotografica su un treppiede o su un supporto, ricordati di disattivare lo stabilizzatore perché questo andrebbe a cercare di compensare un movimento inesistente e finirebbe con introdurre lui stesso del micromosso.

cONCLUSIONI

Per ricapitolare i paragrafi precedenti, se si scatta a mano libera si dovrà utilizzare il tempo più veloce tra quello necessario per avere l’effetto creativo che si ha in mente ed il tempo di sicurezza.

Se ad esempio vogliamo ottenere l’effetto seta nell’acqua ma stiamo scattando a mano libera con una lente di 100 mm allora non possiamo scendere come tempo al di sotto di 1/100 di secondo. Questo ovviamente non ci permette di ottenere l’effetto seta ma ci salva dall’avere una foto mossa.

Se si scatta utilizzando un treppiede o un supporto allora non vi è alcuna restrizione ai tempi di scatto se non quelle dovute alla caratteristiche creative della fotografia che vogliamo scattare.

il tempo di scatto per punti

Adesso che abbiamo scoperto cos’è e come funziona il tempo di esposizione non ci resta che schematizzarlo per punti:

  • Il tempo di scatto gestisce per quanto tempo la luce può entrare nella lente;
  • Il tempo di scatto permette di catturare il movimento nel tempo, un tempo veloce cristallizza il movimento, un tempo lento rappresenta il flusso del movimento;
  • Tempi di scatto con denominatore grande sono tempi molto veloci e fanno entrare poca luce a parità di diaframma;
  • Tempi di scatto con denominatore piccolo o senza denominatore sono tempi lenti e fanno entrare tanta luce a parità di diaframma;
  • Quando si scatta a mano libera va tenuto conto del tempo di scatto di sicurezza per evitare micromosso;
  • Quando si utilizza il treppiede o un supporto fisso è buona norma disattivare lo stabilizzatore.

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